Come funziona l’algoritmo di Facebook?

Scritto da | 2018-04-04T14:58:04+00:00 21 agosto 2017|

    Come funziona l’algoritmo di Facebook? EdgeRank è il nome dell’algoritmo di Facebook che determina la visibilità di un post all’interno del nostro newsfeed. I fattori analizzati dall’algoritmo per premiare o meno un post sono tantissimi e tutti cercano, giustamente, di capire come funziona, compreso Luca La Mesa che lunedì 23 Maggio 2016 ha realizzato questo post

    Io non so quali fossero le sue intenzioni, ma è bastato per darmi la scintilla che ha dato origine alla mia personalissima versione dell’esperimento.
    Dopo 6 ore dalla pubblicazione ecco i risultati: 590 commenti e 131 like.

    Questo esperimento sta alla scienza, come Microsoft Paint sta alla grafica

    Spiego subito il paragone.  Sai l’amore che ho per Paint, ma se pretendi di tirarci fuori immagini di qualità come quelle che potresti realizzare con Photoshop, sei veramente fuori strada: diciamo è come se volessi andare a Reggio Calabria ma al momento stai mangiando un Camogli in Autogrill a Qaqortoq in Groelandia.

    Con Paint puoi creare emozioni e coinvolgere il pubblico, ti garantisco che puoi farcela. Stesso discorso vale per questo esperimento. Se vuoi ricavarne leggi universali su come funziona l’algoritmo di Facebook, ti trovi sempre in Autogrill a Qaqortoq in Groelandia. Questo perché l’esperimento è falsato dal principio, cioè da chi lo esegue. Se a chiedere di indicare l’ora in cui hai visualizzato il post ci fosse stato qualcun altro anziché io, probabilmente avrebbe ricevuto meno interazioni oppure un botto di più. Già questo è più che sufficiente per dire che l’esperimento non ha basi scientifiche e risolutive sul funzionamento dell’algoritmo. Troppe variabili in gioco e Galileo non approverebbe. 

    fabio suttoFabio Sutto
    La reach organica di un post su Facebook è senz’altro determinata dalla quantità e dall’intensità delle interazioni degli utenti con il post stesso, questo non solo è evidente a chiunque ma è proprio intrinseco nella natura stessa della piattaforma, in cui le interazioni degli utenti sono il motore della visibilità dei contenuti all’interno delle cerchie ai quali questi utenti appartengono.

    Quello che non ci è dato sapere è quanta parte della reach sia la conseguenza diretta e naturale dell’intensità delle interazioni, e quanta parte dipenda da un possibile “boost” aggiuntivo che l’algoritmo assegna ai post che registrano certi livelli di engagement.

    Quello che è certo è che qualsiasi esperimento sulla reach, che basi le proprie osservazioni sul comportamento di utenti invitati a interagire, rischia di essere falsato proprio da queste interazioni “indotte”.

    Potremmo anche scomodare il principio di indeterminazione di Heisenberg, ma alla fine stiamo parlando di noi che “cazzeggiamo” sui social e mi sembrerebbe sprecato 😀

     

    L’aver richiesto di compiere un’azione agli utenti ha compromesso l’esperimento. Per ovviare al problema avrei potuto chiedere a tutti di mandarmi un messaggio in privato con l’orario di visualizzazione del post. Bella idea! Invece no. Anche in questa maniera avrei inquinato i risultati: avrei avuto meno commenti e interazioni del solito.

    veronica gentiliVeronica Gentili
    Non ha assolutamente senso cercare di capire quanto tempo impiega un post per propagarsi e quanti contatti lo vedano cercando di ricavarne una regola uguale per tutti, semplicemente perché sono troppe le variabili che intervengono nel decretare chi vede cosa e quanto (pare siano oltre 100.000 i fattori dell’algoritmo di FB, fai un po’ te).

    Ogni sezione notizie di ogni persona è assolutamente personalizzata in base alle azioni più o meno manifeste che fa ogni giorno, dal semplice “mi piace” su di un post, alla visita di un profilo, al messaggio privato con un certo contatto, al tempo speso sopra una storia senza nemmeno cliccarci sopra e inoltre c’è un fattore dell’algoritmo, il cosiddetto Story Bumping, che può ridare vita ad un contenuto e reinserirlo nel News Feed dei contatti anche dopo anni dalla sua pubblicazione a seguito di un paio di mi piace. E poi conta quanti amici uno ha, quanto sono attivi, quanto vi interagisce, ma anche quanto spesso questi “interrogano” e scrollano il proprio news feed e quindi hanno la possibilità di vedere “nuove” storie.

    Algortimo di Facebook: 3 considerazioni

    Da un esperimento fallito si è scoperta la penicillina. Non credo che scoprirò una cosa così importante, forse nemmeno l’acqua calda, ma qualche considerazione interessante posso farla.

    1. L’invito all’azione, funziona
      Aver richiesto esplicitamente la partecipazione del pubblico, con un’attività così semplice come indicare l’ora, ha certamente contribuito alla buona resa di questo post.
    2. Le interazioni allungano la vita e visibilità dei post
      Questo post sta funzionando perché ho chiesto di lasciarmi un commento. Così facendo continua a rimanere a galla nel feed. Potrebbe riproporsi, come la peperonata della sera prima, anche in un fresco mattino tra due anni. Basta che venga ribeccato da qualcuno e ci aggiunga un like o commento.
      Ora continua a macinare interazioni perché si sono create delle conversazioni tra utenti all’interno di specifici commenti. Quindi a prescindere dall’esperimento, quello che ci portiamo a casa è l’importanza della conversazione, a volte viene prima dei contenuti, come in questo caso. I contenuti sono stati creati dalla conversazione.
    3. Personal Branding
      Bene, abbiamo capito che alla gente piacciono le call to action, semplici. Ma vale per tutti? Devono essere fine a se stesse oppure avere dietro un progetto?

      riccardo scandellari Riccardo Scandellari
      Questo genere di post riesce ad ottenere un grande coinvolgimento. Elementi come l’autorevolezza di chi scrive, una semplice domanda e la partecipazione ad un esperimento creano una “chiamata all’azione” strepitosa a cui nessuno vorrà mancare. Salvatore ha dimostrato come Facebook sia uno strumento di conversazione prima che di contenuti. Chi scrive invece deve tenere conto del suo pubblico e non usarlo per interazioni fini a se stesse. Quando Salvatore ci chiede di andare in gita su Facebook ci fidiamo di lui perché siamo certi che ci porterà in un posto molto bello e non ci venderà pentole nel tragitto.

      Tanti confondono la facilità di accesso al mondo della comunicazione con la facilità di comunicare in modo efficace. Serve una strategia, competenza, tecnica, creatività e coerenza. I contenuti devo adagiarsi amorevolmente su una rete di relazioni che hai costruito nel tempo. In questo modo tutto quello che dirai è in gran parte già contestualizzato. Certamente questo esperimento non l’avrei fatto qualche anno fa, me lo permetto oggi perché tanti già mi conoscono. Ecco perché quando pongo domande molti accettano il gioco “chissà dove andrà a parare questa volta?”.

      matteo poglianiMatteo Pogliani
      Le persone si approcciano a te per l’immagine e l’autorevolezza che gli dai. Se è positiva sarai attendibile, fidelizzerai un legame e sarai, conseguentemente, seguito, sempre. Questa è l’influenza di cui tanto si parla, non una semplice questione di like, cuoricino o follower. Sii presente, utile, sempre credibile dando valore alle tue cerchie, così ne diventerai riferimento

    CONCLUSIONI

    1. Questo post continua a macinare visualizzazioni, like e commenti, forse ho creato il moto perpetuo 🙂
      Non ho svelato nessun segreto dell’algoritmo di Facebook, più che altro spiegato alcuni meccanismi e dimostrato che alla base di tutto c’è la capacità di coinvolgere il pubblico tramite autorevolezza, copy e conversazione.
    2. L’interazione fine a se stessa è un po’ come il criceto che gira sulla ruota, è parecchio triste. Sfruttare certi meccanismi solo per aumentare la propria reach, senza aggiungere valore alla conversazione è parecchio triste. Non è una cosa nuova, io e Riccardo Scandellari ne avevamo già parlato ad Agosto 2014 nel post  Tecniche di building affinity su FacebookI

    “HO STATO IO” CON SALVATORE RUSSO
    La prima regola è: rispettare la parola data.
    Ti ho promesso che ti avrei inserito nel post conclusivo dell’esperimento ed eccoti qua, assieme ad altri settordici amici della scienza applicata.

    Grazie a Achille Baudino, Adriano De Arcangelis, Agata Xena Pancari, Alba Deledda, Alberto Bogo, Alberto Bonini, Alberto Mengoli, Ale Lali Granata, Alessandra Arpi, Alessandra Franco, Alessandra Marconi, Alessandra Marullo, Alessandra Midiri, Alessandra Tuzzo, Alessandro Bruschi, Alessandro Cipriani, Alessandro Ferrari, Alessandro Folghera, Alessandro Oppi Salvatico, Alessandro Scialotti, Alessandro Smaniotto, Alessia Savi, Alessio Beltrami, Alessio Fusè, Alessio Sanavio, Alessio Sorrentino, Alex Torre, Alice Milady Vitiello, Allegra Miky, Andrea Adslloso Portoghese, Andrea Antoni, Andrea Baggio, Andrea Bordin, Andrea De Piero, Andrea Doro, Andrea D’Ottavio, Andrea Molon, Andrea Paternostro, Andrea Romoli, Andrea Scardino, Andrea Scarpetta, Andrés Farías, Angela Biancat, Angela Del Prete, Angelo Faravelli, Angelo Marolla, Angelo Picone, Anna Benenati, Anna Gatti, Anna Pompilio, Anna Tagliapietra Lonardi, Annalisa Troian, Antonella Chiurco, Antonella Della Pietra, Antonia Falcone, Antonietta Cioffi, Antonio Adelmar Lanza, Antonio Andreoli, Antonio Ficai, Antonio Scherillo, Antonio Tony Meraglia, Arianna Orazi, Astrella Consalvo, Avi Dav, Azzurra Scattarella, Barbara Luvero, Barbara Santise, Beatrice Elerdini, Beatrice Nolli, Benedetta Maffia, Bruna Athena, Canio Caprarella, Carla Esposito, Carlo Manara, Cecilia Mattioli, Cecilia Sponza, Chiara Bianchi, Chiara Caccia, Chiara Frigerio, Chiara Marescalco, Cinzia Cafarelli, Clara Marina, Clara Raimondi, Claudia Berti, Claudia Maridati, Claudia Martinelli, Claudia Rivelli, Cora Francesca Sollo, Corinna Cora Caccianiga, Cri Cristina Di Monte, Cristiana Calilli, Cristina Ceccarelli, Damjana Strukelj, Daniela Baudino, Daniela Damonte, Daniela Giavolucci, Daniela Haggiag, Daniela Luciano, Daniela Manini, Daniela Mazzone, Daniela Pellegrini, Daniela Pili, Daniela Pisano, Daniela Vizia, Daniele Capoferri, Danilo Polidori, Davide Licordari, Debora D’Ambrosio, Debora Mar, Denis Volanti, Desiree Catani, Diana Chiazzese, Domenico Giliberti, Domenico Palladino, Domenico Spalluto, Donata Farri, Donatella Sala, Edoardo Pasotto, Edy Grigollo, Elena Borrelli, Elena Ciurli, Elena Gandini, Elena Mazzali, Elena Scozzari, Elena Tubaro, Elena Vaccarossa, Elena Valli, Eleonora Succi, Elia Zanon, Elio Amato, Elisa Rosso, Elisa Todesco, Elisabetta Ferrari, Elisabetta Croce, Elisabetta Del Soldato, Elisabetta Lilly Cossato, Elisabetta Maci, Elizaveta Beresneva, Emanuela Alfano, Emanuela Borgatta Dunnett, Emanuela Goldoni, Emanuela Rizzo, Emanuela Salica, Emanuela Serrazanetti, Emanuele Ferrabò, Emanuele Sappé, Emanuele Tolomei, Emma Frignani, Enrica Camaiani, Enrica Ferrero, Enrica Mengato, Enzo Caruso, Erica Lakin, Erika Meneghello, Ester Liquori, Evelyn Baleani, Ezio Totorizzo, Fabio Angelo Pellò, Fabio Ballor, Fabio Pagano, Fabio Scafoletti, Fabio Sutto, Fabio Troietto, Fabiola Pignataro, Fabrice Pettoello, Federica De Stefani, Federico Bacheca, Federico Cerioni, Flavia Weisghizzi, Flavius Florin Harabor, Francesca Anelli, Francesca Bigucci, Francesca Borghi, Francesca D’Agnano, Francesca Farina, Francesca Fusi, Francesca Mattia, Francesca Mostosi, Francesca Polichen, Francesca Roda, Francesca Ruozzi, Francesca Sette, Francesca Sisto, Francesca Testi, Francesca Turchi, Francesco Ambrosino, Francesco Berni, Francesco Bersani, Francesco Delai, Francesco Di Piazza, Francesco Magistro, Francesco Mattucci, Francesco Palmieri, Gaia Fabbri, Gaia Provvedi, Georgia Conte, Giacomo Biraghi, Giacomo Freddi, Gian Andrea Fanella, Giancarlo Ferrucci, Gianluca Deidda, Gianluca Edison Pedrinelli, Gianpaolo Lorusso, Gigi Beltrame, Gino Topini, Giò Gigante, Giorgio Gualandris, Giovanna Di Monte, Giovanna Forni, Giovanni Amato, Giovanni Bizzaro, Giovanni Cappellini, Giovanni Le Coche, Giovanni N Nocera, Giovanni Ronci, Giovanni Sedda, Giulia Bezzi, Giulia Lazzarini, Giulia Marchiori, Giulia Tumminelli, Giuliana Ubertini, Giuliano Fiore, Giulio Ricciardi, Giuseppe Lanzetta, Giuseppe Liguori, Giuseppe Quilici, Giuseppe Rizza, Giuseppe Scinica, Grazia La Gatta, Guglielmo Carfagnini, Hermes Morneghini, Ilaria Angeletti, Ilaria Gallo, Ileana Luongo, Ilenia Garifo, Ilenia Morandi, Iolanda Fabbrocino, Isabel Colombo, Jacopo Guedado Mele, Jacopo Paoletti, Jessica Pennisi, Jonathan Pochini, Katia Germanò, Lara Colombo, Lara Milani, Lara Rigo, Larah Minuzzo, Laura B. Smith, Laura Conti, Laura De Paolis, Laura Larovere, Laura Locci, Laura Lonighi, Laura Sargentini, Laura Tagliabue, Laura Tromba, Lele Gantone, Leo Aruta, Leonardo Vannucci, Leopoldo Maria D’Alterio, Letizia azza,
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    4 Commenti

    1. Giulia Bezzi 23 maggio 2016 al 18:47 - Rispondi

      Sei sconvolgente…ogni volta…grandioso!

      • Salvatore Russo 24 maggio 2016 al 10:10 - Rispondi

        Sconvolgere per coinvolgere, tutto qui 🙂

    2. Luisella Curcio 23 maggio 2016 al 18:54 - Rispondi

      Ti commento anche qui. Ho stato anche io con Salvatore Russo per davvero!

      • Salvatore Russo 24 maggio 2016 al 10:10 - Rispondi

        Ho stato felice della tua partecipazione

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