Fase 2: saremo persone migliori?

Scritto da | 2020-04-25T10:35:48+00:00 25 Aprile 2020|

In questi giorni tanti si stanno ponendo questa domanda: dopo la quarantena saremo persone migliori? Qualcuno risponde di sì, qualcuno risponde di no. Io, invece, ti racconto la storia di Zibibbo.

Zibibbo esce di casa, attraversa la strada con la testa china sul suo smartphone, è ancora rosso, una macchina arriva a tutta velocità. Zibibbo non può far nulla, attende che il pericolo passi o lo travolga. La macchina inchioda e si ferma a un millimetro dalle sue ginocchia. Fiuuuu, è andata bene, a qualcuno nella stessa condizione è andata molto peggio. In quegli attimi in cui la morte ha fatto cucù nella sua vita, Zibibbo ha potuto rivedere il film della sua esistenza. Ora che succede?

  1. Zibibbo rimane la persona di prima, fa spallucce e torna a quello che stava facendo, mandando pure a quel paese l’innocente automobilista. Per un certo periodo ha paura ad attraversare la strada ma dopo un po’ la resilienza lo porta di nuovo con la testa china sul suo smartphone.
  2. Zibibbo rivede il film della sua vita, alcuni passaggi non lo convincono, ne prende consapevolezza e decide di cambiarli o almeno provarci.
  3. Zibibbo si rende conto del rischio che ha corso, prende consapevolezza che la sua vita è in realtà meravigliosa, che tutti i momenti no nel 730 della vita sono voci passive di piccolo conto rispetto agli utili di una vita piena di valori.

Morale

Zibibbo non è diventato migliore o peggiore per ciò che gli è accaduto. Zibibbo può scegliere. Ad altri è andata peggio.

In questo momento, siamo tutti Zibibbo: eravamo distratti dalle nostre vite e siamo stati tutti travolti da qualcosa di inaspettato. Ne usciremo persone migliori? Potremmo fare spallucce e “chissene”, potremmo perfino uscirne peggio e incattiviti. Oppure potremmo uscirne con maggior consapevolezza dei valori che vogliamo assaporare nella nostra vita e ritrovarli negli amici, nel nostro lavoro e nei prodotti che acquistiamo.

I sondaggi Ipsos, ad esempio, dimostrano come sia ancora più forte la richiesta dei consumatori di avere brand dentro le cose del mondo: compro quel prodotto ma prima verifico quanto faccia bene a me, agli altri e all’ambiente, sono disposto a spendere anche di più per contribuire a migliorare il mondo.

Conclusione

Il mio non è un pronostico, il mio è un invito all’azione. La fase 2 è già iniziata, prima di aprire la porta e uscire, apriamo la mente e viviamo questo momento come una Pasqua laica. Possiamo approfittare di questo momento e usarlo come scusa per metterci in discussione. Giorgio Armani, ad esempio, si è posto questa domanda e ha messo in discussione il suo stesso impero: ma perché il mio capo dopo 3 settimane è vecchio quando io ho sempre aspirato a una eleganza senza tempo? Poteva farsela prima questa domanda? Sì. Troverà una risposta? Boh.

Questo è un momento singolare dell’esistenza del mondo. Possiamo fare spallucce oppure diventare più consapevoli e dare vita a un Nuovo Risorgimento.

JESUISZIBIBBO

Qualche informazione in più su

Brand Builder, Digital Strategist, Copywriter decisamente creativo e ideatore di blog da milioni di visite.

Padre di SEO&Love, Earth&Love, Food&Love, Beach&Love e tre figli stupendi.

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Fase 2: saremo persone migliori?

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