Perché andiamo nello spazio?

Scritto da | 2020-05-31T11:44:24+00:00 31 Maggio 2020|

Perché andiamo nello spazio? Perché conoscere l’universo vuol dire conoscere le sue leggi e noi stessi. Perché avvicina in qualche maniera i popoli, ci fa sentire un po’ meno dei tortellini ripieni di disagio con poco brodo. Certamente questa avventura dell’essere umano ha portato sul nostro granello di pianeta su cui adagiamo con cura tutti le nostre sfighe una quantità impressionante di evoluzioni tecnologiche che hanno modificato le nostre vite.

Pensa alle nuove protesi per disabili, leggere e resistenti. Pensa ai termometri auricolari che permettono di rilevare la temperatura in meno di due secondi senza doverli mettere per 5 minuti sotto le ascelle o altrove. Pensa poi al navigatore satellitare, filtri per l’acqua, impianti cocleari per non udenti, pneumatici radiali, suole delle scarpe, apparecchi per denti invisibili e lenti antigraffio.

Tutto qua? Manco per scherzo.

  • Visori termografici a infrarossi utilizzati dai pompieri per localizzare i focolai oppure da te per capire quanto è grave la situazione quando alla domanda “cosa hai?” la tua dolce metà risponde con il più pericoloso dei “niente”.
  • I modelli e simulatori numerici dall’Agenzia Spaziale Europea per calcolare le traiettorie di alcune sonde, come il sistema che ha “deposto” il rover Curiosity su Marte, sono usati per “depositare” le patatine nei sacchetti senza farle rompere! Quindi, ora sai che ogni volta che metti i sacchetti di patatine in fondo alla busta della spesa e sopra ci metti due quintali di spesa, un calcolatore muore.
  • La speciale lega di acciaio Cronidur30 la stiamo impiegando per realizzare coltelli, taglieri e lame resistentissime. E Chef Tony e Wolverine, muti.
  • Dobbiamo le nostre vite al sensore che trasforma in segnale elettrico l’immagine catturata dall’obiettivo, senza di lui l’Internet sarebbe senza i nostri preziosissimi selfie e foto di gattini e foto di te con il tuo libro in mano e foto del tuo libro in mezzo ad altri libri e foto del tuo libro mentre fai cose e foto del tuo libro e foto del tuo libro e foto del tuo libro.
  • Attorno al 2000, la Nasa sviluppò alcune tecnologie per migliorare le immagini, per esempio per eliminare l’effetto “mosso” o correggere i colori. Praticamente ha creato il videoritocco: potresti vivere su Instagram senza filtri? Brividi.

TOP 3 scoperte scientifiche

E siamo arrivati alla mia personalissima TOP 3 scoperte scientifiche grazie all’esplorazione dello spazio.

3 – Il materiale Memory Foam, gli scienziati della NASA avevano bisogno di un sistema di protezione dagli urti per le astronavi, noi lo abbiamo trasformato in materassi e Giorgio Mastrota in televendite.

2 – La tecnologia wireless è nata dalla collaborazione tra la NASA e la Black&Decker. È stata concepita per poter realizzare la prima trivella ultraleggera usata dagli astronauti dell’Apollo sulla Luna. Ora puoi capire il significato del proverbio:

quando il saggio indica il trapano senza fili lo stolto guarda la luna.

1 – Come ben sai, ieri 30 maggio 2020, si è fatta la storia: la capsula Crew Dragon di SpaceX è partita con a bordo due astronauti americani verso la stazione spaziale internazionale (a bordo anche un dinosauro, sì, quello che io ho portato al primo SEO&Love nel 2015 ma questa è un’altra storia). Ma la cosa veramente rivoluzionaria è il costo di questa operazione, decisamente più contenuto delle precedenti missioni spaziali americane. Ad esempio, il razzo Falcon 9 dopo aver portato la capsula Crew Dragon nello spazio anziché dire ciaone e fluttuare per l’eternità nel vuoto cosmico come uno sbronzo qualsiasi su un divanetto del privè, torna indietro! Sì, è tornato alla base e quindi può essere riusato! Hai già capito l’uso che potremmo farne noi sulla terra? Riportare nel cassetto i calzini spaiati. Schiacci un bottone e loro ritornano indietro ovunque siano finiti, perché questo manco la NASA e quel “fottuto genio” di Elon Musk hanno capito dove finiscono.

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Perché andiamo nello spazio?

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