Le 3 cose che i social media NON sono

Scritto da | 2020-10-30T11:25:13+00:00 24 Maggio 2017|
I social network sono un anticoagulante delle informazioni, un flusso continuo di dati che scivolano via ingoiati dal Mostro Disattento. Ma NON sono 3 cose.

I social media NON sono un semplice megafono

Dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che i social media non sono un semplice megafono, bisogna andare ben oltre questa rappresentazione stilizzata. I social media ci cambiano usi e costumi, aprono porte di nuove dinamiche e relazioni sociali. I social media scoperchiano come un uragano i tetti del pudore e dell’etica.

Capisco perfettamente le motivazioni che spingono ad utilizzare questa metafora, ma è estremamente riduttiva. È come dire che lo smartphone è un telefono. Dobbiamo prenderne consapevolezza, abbiamo a che fare con qualcosa di estremamente più complesso e articolato.

I social media NON replicano pari pari la comunicazione offline

Tra comunicazione online e offline non c’è differenza, ecco a voi la più grande Fake news. L’amico al bar e l’amico al bar connesso online NON sono la stessa cosa. Perché l’amico al bar connesso online avrà comportamenti e atteggiamenti influenzati dal mezzo di comunicazione che sta utilizzando. I social network sono una casa degli specchi: convivono diversi livelli di verità e di noi stessi. Se saremo attenti e capiremo le differenze dei due mondi (così vicini, così lontani), troveremo la via per una comunicazione armonica.

Potremo modellare in modo opportuno la nostra comunicazione, comprendere maggiormente gli altri e capire che nella casa degli specchi è facile prendere un muro in faccia. Anziché prendere per il culo quelli che scrivono solo “KAFEEEEÈ!” potremmo fare lo sforzo di chiederci il “PERCHEEEEÉ”. La gente non è utonta, la gente non è webete, la gente semplicemente NON è stata preparata a questo tipo di comunicazione. Ne dobbiamo prendere consapevolezza.

I social media NON sono facili da utilizzare

La facilità di accesso non equivale a semplicità di utilizzo. I social media sono un anticoagulante delle informazioni, un flusso continuo di dati che scivolano via ingoiati dal Mostro Disattento. I like sono come un tiro di sigaretta, speciale, appagante e ne vogliamo un altro subito dopo. La giostra è stata creata per questo e ci riesce maledettamente bene.

Siamo chiamati all’azione continua, perpetua. Il problema è che l’uomo è capace di cose meravigliose ma ha un enorme fantasia anche per quelle orrende. Continuiamo a modificare gli algoritmi, continuiamo ad aggiornare il software per ottimizzare le piattaforme, per diminuire le brutture, ma non finiranno mai se non ci fermiamo e lo ammettiamo: non siamo preparati. Continuiamo ad arginare problemi con sacchetti di sabbia quando siamo di fronte ad uno tzuami comunicativo senza precedenti.

Digital Consapevolezza

I genitori continuano a chiedere ai figli “come è andata oggi a scuola?” ma dovrebbe aggiungere anche “Come è andata su Whatsapp?” oppure “Come è andata oggi su Facebook?”.

Dobbiamo renderci conto che abbiamo a che fare con un mezzo di comunicazione straordinario che necessita di una formazione specifica. A tutti i livelli. Stiamo giocando con qualcosa senza aver letto prima le istruzioni, istruzioni che nessuno ha scritto. Prendiamone consapevolezza.

Certo che sì, è un post provocatorio. Invito tutti a una profonda riflessione, ad andare oltre la notizia del momento, andare oltre la polemica del momento e affrontare la questione in modo più ampio. Qualcuno ha scritto che il problema non è il web “in fondo è uno strumento, ma è l’uomo ad essere marcio”. Caspita è vero, l’umanità è stata capace di ogni tipo di nefandezza, anche senza l’aiuto dei social media, ma capire cosa stiamo utilizzando almeno non ci farà passare come capre agli occhi della storia su questo granello di terra nell’universo.

Viviamo onlife in modo consapevole.

Sempre vostro

Salvatore Russo

Qualche informazione in più su

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Padre di SEO&Love, Earth&Love, Food&Love, Beach&Love e tre figli stupendi.

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Un commento

  1. eduardo grimaldi 24 Maggio 2017 al 12:02 - Rispondi

    Il mezzo è il messaggio diceva McLuhan, questo inevitabilmente impatta sulla proiezione di sé, o meglio dei tanti alias che ci rappresentano nella realtà/virtuale del web.
    Tutti questi Alias sono diversi tra loro e da noi che ne siamo la fonte di emanazione.
    E nonostante ci poniamo come origine di ogni proiezione di noi stessi, una volta creata una nuova entità, assume un indipendenza, un carattere, una fisionomia, un ruolo proprio.
    In quella casa di specchi che citi ci sono anche tutte le proiezioni che emaniamo e spesso il muso ce lo rompiamo contro i nostri stessi alias.
    È il caleidoscopio della nuova realtà multidimensionale. Una scacchiera a più piani.
    Ma che gioco interessante!

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