Human First Index, il fattore &Love

Scritto da | 2020-01-20T14:42:34+00:00 20 Gennaio 2020|

Human First Index: i brand sono fatti di persone per le persone. È sempre stato questo il concetto alla base di tutti gli eventi &Love, è sempre stato questo il tema del SEO&Love: la più grande innovazione è la buona comunicazione, per andare oltre la tecnologia e costruire un brand amato dal pubblico. Prima di pensare al Mobile First, prima di pensare all’AI First, prima di pensare a chatbot e marketing automation, concentrati sulle persone: chi è il tuo pubblico, cosa vuoi comunicare loro, quali sono i valori che vuoi trasmettere.

Lo dico da sempre, le persone vogliono informazioni e soluzioni, ma vogliono anche identificare il loro interlocutore, capire i suoi valori, sapere il suo impegno nel sociale, quanto è dentro le cose del mondo. Non compra solo per il valore dei servizi e prodotti offerti, ma anche sulla base della fiducia e relazioni. È questo che le porta a fidarsi e a comprare i tuoi prodotti. L’efficacia di questo approccio è ampiamente premiata dai risultati. E chi lo dice? Tenero scricciolo, lo dico io e questo dovrebbe bastarti, ah no? Allora vediamo chi lo ha detto oltre me:

Bryan Kramer che nel 2014 ha pubblicato il suo libro “There is No B2B or B2C: It’s Human to Human”. In buona sostanza Kramer teorizza che la comunicazione per funzionare non può più essere impostata tra azienda e consumatore o tra azienda e azienda, ma concepisce un unico modo di comunicare: tra persona e persona. Se rimaniamo nel campo da gioco del content marketing, i contenuti che funzionano meglio e che diventeranno l’unica forma accettabile da parte dei clienti sono quelli che sanno condividere valore in modo personale. Puoi non farlo, ma sappi che è questo che cercheranno sempre più i tuoi clienti e nel confronto con la concorrenza un contenuto privo di personalità e di elementi di contatto ed empatia è destinato a perdere anche se dovesse rivelarsi più ricco di informazioni, ma freddo come un bisturi che trancia di netto ogni possibilità di relazione.

Philip Kotler, padre del marketing moderno, nel suo libro “Marketing 4.0. Dal tradizionale al digitale” presenta le 5 A, un nuovo modello teorico per descrivere il percorso decisionale che porta le persone ad apprezzare e scegliere un brand: aware (scoperta), appeal (attrattiva), ask (ricerca), act (azione) e advocate (passaparola). Nella fase aware, il cliente è esposto alle campagne pubblicitarie di un’ampia gamma di brand. Nella fase successiva, appeal, recepisce i vari messaggi e stimoli cognitivi e si sente attratto da un numero limitato di brand. Nella fase ask, si attiva per compiere ricerche sui brand che hanno maggiormente destato il suo interesse. È qui che il percorso decisionale si trasforma da individuale a sociale. Le decisioni vengono prese sulla base di informazioni tratte da conversazioni avute con altre persone, recensioni e contenuti online. Se le informazioni raccolte sono soddisfacenti e persuasive, si passerà alla fase act. Nel tempo, potrebbe maturare un forte senso di lealtà per il brand, che si manifesterà anche tramite il riacquisto, la raccomandazione del prodotto e il racconto dell’esperienza positiva. Questa è la fase advocate. Allora capisci quanto siano importanti le persone? Ora capisci l’importanza dei feedback dei clienti? Ora capisci il potere che hanno sempre avuto i blogger che scrivono di un certo tipo di argomento, diventando per questo un punto di riferimento per il loro pubblico e di conseguenza degli influencer agli occhi di un responsabile marketing? 

Ipsos è partner di tutti gli eventi &Love, ma a parte questo, nel sondaggio 2019 del “The Most Influential Brands” il 68% degli italiani intervistati, ritiene che in futuro le marche più di successo, e quindi più influenti, saranno quelle che contribuiranno in modo positivo alla società. Aumenta il desiderio delle persone di ritrovare nelle scelte e nelle strategie dell’azienda i valori universali con i quali immedesimarsi. Un cambiamento radicale di prospettiva, se consideriamo che ben il 60% degli italiani afferma infatti di sentire il bisogno di aziende che svolgano un ruolo attivo in ambito sociale, culturale e politico. Ai brand si chiede di prendere posizione senza temere le conseguenze: lo pensa il 62% degli intervistati d’accordo nell’affermare che se un’azienda sceglie di prendere una posizione forte su un tema sociale o politico non deve temere di perdere consenso o parte della clientela. Anzi, il 79% crede che sia possibile per una marca sostenere una buona causa e guadagnare allo stesso tempo.

Se tornassimo indietro nel tempo, troveremmo davvero pochissime aziende impegnate in tematiche universali, quali ad esempio il rispetto dell’ambiente, i diritti umani e la gender equality. Al contrario, oggi l’esigenza di differenziare sempre più i brand, ha portato ad una loro personalizzazione e differenziazione nel posizionamento valoriale. I brand diventano degli attori sociali e non solo commerciali, legittimati a parlare di fenomeni culturali e politici lontani dal core business dell’azienda. Sempre più spesso oggi si sente parlare di Purpose-Driven Brand, ovvero brand che basano la loro comunicazione e il loro modo di fare business su valori che possano avere un impatto positivo e socialmente utile nel mondo. In occasione della presentazione della ricerca Ipsos “The Most Influential Brands 2019”, svolta in tutto il mondo sull’influenza delle marche nella vita quotidiana delle persone, si è voluto studiare l’influenza da una prospettiva diversa e capire se per essere influenti, oggi, i brand sono chiamati anche all’attivismo. 

Conclusione

La mia società creata con Giulia Bezzi si chiama &Love. (punto) perché davanti puoi metterci tutti gli obiettivi che vuoi ma dopo devi sempre pensare all’amore per i tuoi dipendenti, per i tuoi clienti, per il tuo conto in banca, per i pesci negli oceani e i fringuelli sugli alberi. Punto. Il tuo Brand è di questo mondo, fatto di persone per le persone.

 

Qualche informazione in più su

Brand Builder, Digital Strategist, Copywriter decisamente creativo e ideatore di blog da milioni di visite.

Padre di SEO&Love, Earth&Love, Food&Love, Beach&Love e tre figli stupendi.

Se hai un grande brand e vuoi renderlo ancora più grande, se vuoi attivare una strategia di personal branding, se vuoi che il tuo blog faccia i big money e non mi hai ancora chiamato, sei un pazzo!

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