Creare una efficace presenza online: Personal Branding

Scritto da | 2015-02-11T00:42:38+00:00 11 febbraio 2015|

Sei Online? Scoprilo!

Siamo tutti online, bene, ma lo facciamo nel modo corretto? Come possiamo ottenere un’efficace presenza online? La risposta in 6 Mind Map, in cui potrai trovare spunti di riflessione, informazioni e dritte per governare la tua presenza online nei mari tempestosi dell’internet e raggiungere il successo. Smarmellerò i vari contributi un po’ alla volta: come in una caccia al tesoro dovrai recuperare i vari pezzi per avere la mappa completa.

CALENDARIO DI PUBBLICAZIONE CONTRIBUTI

10 Febbraio – Stategia Digitale: Emanuela Zaccone
11 Febbraio – Personal Branding: Riccardo Scandellari [ti trovi qui!!!11!!]
12 Febbraio – Blogging: Riccardo Esposito
17 Febbraio – SEO: Giorgio Taverniti
18 Febbraio – YouTube: Valentina Vellucci
19 Febbraio – Web Design: Carlotta Silvestrini

Ringrazio tutti per la loro disponibilità e soprattutto Diego Mozzo, Mind Map & Commander

Personal Branding

Io l’ho sempre chiamato profumo sociale: per avere successo devi profumare come biscotti appena sfornati, GNAM! Quelli bravi lo chiamano personal branding. Non puoi pretendere di costruire una efficace presenza online se non conosci l’ABC delle tecniche di personal branding. Io ti consiglio prima di tutto di lavarti e pettinarti, poi ascolta cosa ha da dirti Riccardo Scandellari, amico, giornalista, esperto di personal branding e marketing digitale.

Personal Branding: cosa fare

Il Personal Branding digitale si compone di tre elementi essenziali primari, il primo è di maggiore impatto è il profilo personale, fatto di nome, foto profilo e “minibio” (comune un quasi tutti i social media e che sta in 120/160 caratteri). Il secondo elemento è la nostra capacità di relazione e dei contenuti che pubblichiamo per fare in modo che chi li legge percepisca il nostro reale valore. Il terzo è la nostra reputazione, da monitorare costantemente e che va difesa quando necessario.

Personal Branding: cosa NON fare

Le cose da evitare sono molte, espongo le principali: in primis non collegare la testa quando si posta qualcosa o si commenta, bisogna anticipare i naturali sviluppi della conversazione in modo da essere consapevoli a cosa potremmo andare incontro. Evitare le conversazioni tossiche con persone che vogliono solo scatenare risse pubbliche è una dote che pochi ancora hanno.
Per ultima dico una cosa in contro tendenza, essere e apparire troppo seri sui social network non è sempre un bene; allo stesso modo apparire troppo leggeri e frivoli è altrettanto sbagliato. L’engagement è quella cosa da ricercare a metà strada tra la serietà e la leggerezza. La difficoltà è tutta lì nelle conversazioni sui media sociali.

Quale professionista non può farne a meno

Ci sono professionisti che non possono farne a meno e altri in cui è meno fondamentale, diciamo che un avvocato, architetto o un medico è diventata una pratica indispensabile quanto il biglietto da visita. Oggi chiunque lavori cerca informazioni sul professionista con cui opererà ma non solo, per alcuni professionisti ora è diventato l’unico mezzo di promozione possibile (con la caduta dei media classici). Anche per chi cerca un lavoro come dipendente avrà maggiori possibilità di ottenere un lavoro se, oltre al curriculum, di lui in rete se ne parlerà bene e utilizzerà i suoi canali sociali in modo da valorizzare il suo talento.

personal branding

Qualche informazione in più su

Uomo di marketing creativo e con le mani sporche di codice.

Event Manager, Chief Content Officer, Brand Builder e Attivatore di Persone. Più che decennale esperienza nella creazione di piani editoriali, strategie di email marketing e content marketing.

Padre di SEO&Love, Beach&Love, Food&Love e tre figli stupendi.

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